Cari ragazzi, amici e lettori,
ricordate gli interessanti contributi del nostro amico Gaetano sulla questione dell'intelligenza matematica, che tanto successo hanno riscosso tra voi?
Ebbene, l'articolo che segue, sempre dello stesso autore (che ringrazio per l'ennesima volta), percorre quella stessa via. Vi invito quindi a leggerlo con attenzione perché merita veramente!
...ragazzi aspetto i vostri commenti, come al solito!
__________________
PREMESSA
Nel blog Matem@ticaMente (consulta i link alla fine di questo articolo) si è acceso non molto tempo fa un coinvolgente convivio scaturito da argomenti che ho tratto dal libro “Intelligenza matematica” di Brian Butterworth. Indubbiamente, il merito va al tema dell'argomento trattato e questo incoraggia a continuare su questa strada per il produttivo approccio, specie con i giovani cui è dedicato questo blog.
Mi è sorta così l'idea di ampliare l'argomento emergente dal suddetto libro sotto il profilo della scienza, onde ravvisarvi la reale possibilità. Parto perciò da alcune cose sostanziali esposte nel blog Matem@ticaMente per bocca di Brian Butterworth, l'autore del testo in questione.
"Tutto ha inizio – afferma questo insigne scienziato – dalla consapevolezza che ogni essere umano nasce col senso dei numeri grazie al cosiddetto gene della matematica". E poi rileva che l'abilità matematica nei bambini dipende dal normale sviluppo dei “moduli numerici”, posseduti alla nascita. Di qui, tutta una serie di chiarimenti prodotti dal prof. Butterworth che sono stati riepilogati nel post del suddetto blog Matem@ticaMente.
Del gene della matematica se ne è occupato compiutamente un altro luminare, il prof. Devlin Keith docente di Matematica al Saint Mary's College di Stanford – California, autore appunto del libro “Il gene della matematica”. E qui sorge l'interesse scientifico per capire, per esempio, che cosa differenzia un matematico da una persona che si considera assolutamente incapace di sviluppare una qualsiasi argomentazione matematica? Attitudine? Predisposizione? O addirittura genetica?
Si osserva che senso del numero e ragionamento matematico, spesso confusi, appartengono a piani sostanzialmente differenti. Il primo è comune a vari animali (oltre all’uomo): numerosi esperimenti mostrano che scimpanzé, ratti, leoni e colombi, per esempio, posseggono la capacità di confrontare il numero di oggetti di insiemi diversi; il che comporta un evidente vantaggio ai fini della sopravvivenza.
La possibilità di argomentare matematicamente è invece una prerogativa esclusivamente umana e, a parere di Devlin Keith, essa ha origine dalla stessa facoltà cerebrale che ci consente di usare il linguaggio, ossia la capacità simbolica.
La conquista dell’astrazione, fondamentale per comprendere il mondo, organizzarsi e dunque per la stessa sopravvivenza dell’uomo sulla Terra, fu il passaggio cruciale che permise al discendente di Homo erectus di sviluppare sia il linguaggio sia il ragionamento matematico. Pertanto, non solo il gene della matematica non esiste (il titolo ha valore chiaramente provocatorio!), ma la Matematica ci appartiene; è una delle nostre usuali facoltà mentali così come lo è la capacità di esprimerci attraverso il linguaggio. [1]
Se queste argomentazioni ci giungono da parte di ricercatori tutti occupati dal risvolto strettamente connesso alla scienza matematica, è interessante completare, in questa sede didattica scolare di scienze, anche il risvolto che riguarda la ricerca della scienza biogenetica, poiché è stato continuamente tirato in ballo il gene della matematica fra i diversi altri geni.
I geni architetti, geni preistorici
È interessante il percorso della ricerca scientifica biogenetica – la biologia molecolare in particolare – seguito da un noto ricercato, il prof. Edoardo Boncinelli. Tempo addietro, nel 1998 ha espresso, com'è suo solito in modo davvero pittoresco, le sue concezioni in biogenetica riportate dalla rivista mensile Newton di ottobre. Sintetizzo di seguito l'articolo a riguardo pubblicato su questo periodico.
Secondo Boncinelli, la testa dell’uomo, come di qualsiasi vivente, nel cominciare a prefigurarsi alla vita terrena, segue un certo itinerario genetico, in netto anticipo sul resto, pur esso in formazione secondo gli schemi cromosomici.
«I geni che formano la testa cominciano a funzionare quando ancora l’embrione “non sa” dove avrà la testa e dove i piedi. In questa fase, la porzione dell‘embrione che diventerà la testa è smisuratamente grande rispetto al resto, come se la natura si sia voluta concentrare sulla parte più nobile di un individuo, lasciando perdere temporaneamente il resto».
I suddetti geni architetti – prosegue il prof. Boncinelli – «probabilmente rappresentano la nostra parte più antica rimasta sostanzialmente inalterata da quando comparvero sulla terra i primi animali dotati di testa, cioè subito dopo le meduse nella scala evolutiva». Di qui si rivela il lato giocoso e polarizzante di Boncinelli con una conclusione a modo suo congeniale. Egli dice che «la bellezza di questa ricerca è proprio nell‘aver mostrato che il progetto fondamentale del corpo umano è stato deciso centinaia di milioni di anni fa e che tutti gli animali oggi esistenti, uomo compreso, non rappresentano che delle variazioni al tema».
«Un bambino inizia a svilupparsi con l’attivazione di questi geni “preistorici”, quindi, è come se in pochi giorni ripercorresse l’intera storia evolutiva».
In particolare, Boncinelli ed il suo gruppo di ricercatori del Dipartimento di biotecnologie dell’Istituto San Raffaele di Milano, avevano fatto progredire le ricerche sui geni architetti del cervello, scoprendone un altro, chiamato EMX-2.
Il ruolo di EMX-2 nella progettazione e costruzione della corteccia cerebrale venne chiarito dallo stesso gruppo nel 2000 e allora si parlò di EMX-2 come del “gene che regola il pensiero”. Anche adesso l’entusiasmo è grande.
Per Michèle Studer, il processo di suddivisione cerebrale controllato dal gene COUP-TFI potrebbe costituire la base neurologica della famosa “teoria delle intelligenze multiple”, elaborata 25 anni fa da Howard Gardner, professore di psicologia dell’età evolutiva all’Università di Harvard, a partire da osservazioni sullo sviluppo delle capacità cognitive nei bambini. La teoria di Gardner scardinò il tradizionale concetto di intelligenza, intesa come capacità generale, misurabile con il QI, sostenendo che l’intelligenza risulta dalla combinazione di alcune abilità mentali più o meno sviluppate, o meglio, esistono diversi tipi di intelligenza, sette o anche otto o forse più. In realtà la teoria psicologica di Gardner ha rivoluzionato anche il modo di vedere il sistema cervello-mente: non un elaboratore centrale, ma l’insieme di sistemi di elaborazione fondamentali e distinti. La ricerca dei geni - probabilmente più di due, forse una decina - responsabili di questa straordinaria architettura è aperta.
Per chi volesse approfondire la cognizione sulla ricerca del prof. Boncinelli, rimando ad un pdf presente sul sito dell'università di Udine (consulta il link alla fine del post).
Geni architetti “dilettanti”- L'opinione di un dilettante
Nello studio della matematica, c’è opinione degli stessi accademici che, per prima cosa, molte creazioni matematiche sono storicamente state fatte da cosiddetti “dilettanti” (che è poi solo un modo di dire: a volte la loro cultura è tutt’oggi invidiabile da parte di tanti “accademici”). Per seconda cosa, quel che conta nella ricerca matematica è spesso lo spirito creativo, l’idea geniale, la curiosità, doti che non sempre richiedono una grande cultura matematica.
Ma le creazioni riguardano anche innumerevoli altre discipline della scienza e perciò anche in tutti questi ambiti si annoverano altrettante creazioni attribuite ai “dilettanti” in questione.
Ne abbiamo una prova proprio nel contesto di questo scritto, con il prof. Boncinelli, fisico di formazione, ma biologo molecolare di mestiere, oggi anche filosofo.
Chi abbiamo di fronte? Per certi versi, senza per questo sminuire il suo indubbio prestigio accademico, potremo accettare l'idea che la sua carriera di ricercatore insigne è cominciata in modo “dilettantististico” partendo, però, da una posizione di tutto riguardo, la laurea in fisica.
Boncinelli ha dunque cominciato a “nascere” come studioso “autodidatta” delle scienze della vita, ed è diventato poi pioniere delle discipline scientifiche che attualmente hanno raggiunto i massimi livelli di specializzazione. Discipline che alla fine degli anni ’60 cominciavano a muovere i loro primi passi.
Ma, per certi altri versi, è così anche per il prof. Butterwort, professore di neuropsicologia cognitiva, col suo libro “Intelligenza matematica”, per esempio. Ha affrontato un considerevole lavoro addentrandosi nel mondo dei numeri, eppure egli sin dall'inizio della stesura del suddetto libro ci tiene a dire: «Io non sono un matematico. In effetti, non sono particolarmente bravo né in matematica né a far calcoli.»
Un altro esempio, che sembra avere le connotazioni risalenti a geni del genere “dilettante”, è il caso di Hunting del film «Will Hunting, genio ribelle», del quale ne parlo nel post «Competenti e incompetenti con i numeri» di Matem@ticaMente.
Egli è un giovanotto che lavora come inserviente al MIT, la più prestigiosa Università scientifìca del mondo. Si tratta però di un film, ma la sua trama è interessantissima, non solo sotto il profilo umano, ma anche per il lato scientifico che con questo scritto si sta affrontanto, senza alcuna pretesa accademica naturalmente. È una mia semplice opinione di meno che dilettante in materia.
E così, seguendo la trama del film in discussione, si viene scoprire che Will Hunting risulta essere un prodigio in matematica alla stregua di Ramanuhjan, il più grande di tutti.
Il professore che poi si occupa con amore di lui, pur essendo insignito di una medaglia Fields – una specie di premio Nobel per la matematica, solo che viene assegnata ogni quattro anni – ne è affascinato. «Non sono niente in confronto a questo ragazzo», ammette.
Gaetano Barbella
- Scarica il pdf sulla ricerca del prof. Boncinelli: "L'origine della forma vivente"
_________________________________
POST CORRELATI
- Intelligenza Matematica
- Tabelline e Matematica
-Competenti E Icompetenti Con I Numeri
| Leggi i commenti (25)
